Il paesaggio è parte integrante della vita di ognuno, ed è quindi impossibile estraniarsi e osservarlo dall’esterno.”(1)

Nel mondo del turismo a tutti costi e del viaggio esotico che aiuta a dimenticare le miserie delle nostre vite quotidiane, si profila sempre più forte una tendenza intimista e che prende mille forme diverse per adattarsi al meglio alle esigenze dell’individuo piuttosto che a quelle di una massa strumentalizzata. Nessuna brochure e nessuna agenzia viaggi fornisce idee per questo tipo di Viaggio. Ogni persona sente crescere in Lei delle esigenze che la portano a intraprendere un cammino che va al di là dell’intrattenimento di base o della distrazione.
Questa nuova forma di turismo, se ancora di turismo possiamo parlare, spiega il successo delle tante iniziative che si svolgono su tutto il territorio europeo. Da una parte si affermano e nascono i pellegrinaggi, sottratti a un medioevo così vicino e così lontano. Dall’altra si sviluppano attività legate alla natura e al recupero delle tradizioni locali per riscoprire il legame dimenticato fra l’uomo e il territorio, o per meglio dire la terra.
Basti pensare al numero sempre maggiore di persone che percorrono centinaia di chilometri a piedi attraversando l’Europa, sul Cammino di Santiago o sulla via Francigena o sui numerosi progetti di rilancio dei pellegrinaggi italiani, come il Cammino di Francesco ad esempio.

Sempre più persone trascorrono week end in progetti eco-turistici che propongono atelier sulle iniziative più disparate, dalla ecoedilizia alla cucina del passato, dall’uso delle piante che si trovano in natura alle attività spirituali legate alla terra. Tutto ciò nasconde delle esigenze trascurate che devono e vogliono trovare soddisfazione. Uno dei pericoli maggiori è che questo tipo di attività venga riassorbito dal tradizionale mercato del turismo che tende a sfruttarle come nuove tendenze e a massificarle producendo una perdita della qualità e della sincerità delle iniziative stesse.

Da un lato le difficoltà economiche del presente potrebbero favorire un rilancio del territorio su scala regionale, dall’altra la vicinanza geografica sarebbe un indubbio vantaggio per il pubblico.
Non è necessario attraversare la Spagna sul cammino di Santiago per vivere le emozioni e il dialogo interiore che si vive su quella via. Le nostre regioni offrono altrettante attrattive, dai bellissimi paesaggi alle risorse storiche e culturali. Bisognerebbe solamente utilizzare in modo positivo e creativo le risorse di cui ogni regione dispone.

In questo senso si potrebbe trovare un’ottima collocazione dei centri d’interpretazione del territorio, dalle più piccole curiosità disponibili fino alle grandi attrattive ancora spesso troppo trascurate.
Le famiglie hanno bisogno di spazi in cui trascorrere tempo insieme, sfruttando magari la possibilità di imparare qualcosa, di riscoprire le potenzialità educative che si celano in ogni angolo dei nostri territori. Questi spazi avrebbero il vantaggio di offrire luoghi di incontro per persone vogliose di condividere le stesse aspirazioni, di
riattivare interessi e passioni. Attivare queste iniziative avrebbe l’indubbio vantaggio di stimolare l’economia locale.

I vari atelier sfrutterebbero le competenze locali offrendo numerosi posti di lavoro senza un grande impatto per le amministrazioni e con un grande ritorno per i cittadini, che riceverebbero così anche una vera e propria educazioni territoriale. I bambini e gli adolescenti potrebbero trovare spazi pedagogici differenti da quelli tradizionalmente offerti dalla scuola che certo non può ricoprire tutti gli ambiti della vita di un ragazzo. Si creerebbe in questo modo un circolo virtuoso in cui gli utenti e i partecipanti di oggi diventerebbero i formatori e gli educatori di domani.

Se dal punto di vista economico siamo sicuri della validità di un simile rilancio turistico delle zone interessate è altresì inevitabile richiamare l’attenzione sulla formazione morale e umana di cui tutti godrebbero.
Percorrere cammini naturali, scoprire come utilizzare le risorse naturali senza distruggerle e rispettandole, faticare con soddisfazione per raggiungere i propri obiettivi, dialogare con le persone che ti affiancano in queste imprese, imparare la storia da cui veniamo e da cui vengono gli altri, divertirsi e ritrovarsi, utilizzare le risorse esistenti per ottenere un’autonomia sempre maggiore: questi i vantaggi di creare un’offerta “turistica” diversa e nuova che coinvolga tutti gli attori della scena locale.

Anche senza chiamare in causa le analisi di grandi economisti o sociologi (vedi Latouche) è chiaro che la strada della rilocalizzazione non può che essere foriera di enormi vantaggi, dal punto di vista umano ed economico.
La via è aperta. Mille sono le forme e mille le iniziative che si possono intraprendere, senza costi esorbitanti anche passando attraverso la realizzazione di progetti pilota. Tutti gli aspetti della vita sociale, culturale ed economica devono essere presi in considerazione.

    1. Gabriel Cooney, Paesaggi sacri e profani nell’Irlanda neolitica in AA.VV. Luoghi di
      culto culto dei luoghi Sopravvivenza e funzione dei siti sacri nel mondo Ecig Genova
      1996, p.59

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