I CAMMINI

LA RICERCA TOPONOMASTICA

Memoria collettiva dei luoghi
LE CATEGORIE  [1]
  • Agiotonomastica (nomi dei santi)

Largamente diffusa e spesso in espansione nel tempo è la toponomastica fondata sulla intitolazione delle chiese, cioè sui nomi, spesso popolari e travisati, dei santi.

  • Antroponimia (nome proprio di persona)

Individuazione dei toponimi prediali o fondiari; essi sono molto comuni e ci consentono di trarre sovente deduzione di ordine antropogeografico e storico circa il processo e l’intensità di romanizzazione –anus, ana.

– Servilius “Servigliano”

  • Fitotoponimi (nomi di pianta)

La presenza antica di piante frattanto scomparse è a volte indiziata soltanto dal toponimo, per cui lo studioso del territorio ne deduce un mutamento del paesaggio, delle coltivazioni ecc.

– acer “acero”, alllium “aglio”, cannabis “canapa”, fagus “faggio”, farnus a “farnia”, segale, scopa “erica scopina”

  • Idronimi ( nomi di corsi d’acqua) e Limnonimi (nomi di laghi)

Gli Idronimi hanno ricevuto un nome in epoca assai più antica degli oronimi. I nomi dei fiumi in Italia possono essere facilmente ascritti a strati linguistici antichissimi, forse anche preindeuropei.Tratti da radice indo-europea, sara “fiume ruscello”.

  • Oronimi (nomi di monte)

Uno dei sistemi assai diffuso per attribuire ai monti ed alle loro particolarità delle designazioni che via via diventano ufficiali è costituito è costituito dal largo impiego di metafore. Esse possono essere suddivise in: antroponimiche, zoomorfiche e oggettuali o strumentali. Tra le prime ricordo Bocca, Bocchetta nel senso di valico stretto, campanile, mensa, pentola (depressione, dolina). I montanari cui spetta tale onomaturgia nutrivano un modesto interesse per visitare le località alpestri e si accontentano di denominare l’area montagnosa sino all’altezza dei pascoli. Per quanto riguarda le elevazioni montuose si può osservare che in genere i termini serra, corona e cresta.

  • Zootoponimi (nomi di animali).

Ci sono nomi locali, che alludono a particolari pascoli di animali domestici che spesso sono caratterizzati da alcuni suffissi (ìle) e a specie di animali ora estinti.

Si riscontrano toponimi zoonimici che si riferiscono a fatti accidentali occorsi in determinate località o a particolari leggendari o aneddotici di cui non conosciamo nulla di sicuro (lo Zandarelli menzionava La Buca del Gallo)

-canis “cane”, capra “capra” cervus “cervo”, lupus “lupo”, porcus “porco”

-caprile, bovile, pecorile, porcile.

  • Toponomastica urbana

Del castello cittadino si hanno menzioni tanto nei derivati di Castrum, quanto di castellum.

Nominati sono i mercati o fora. Non mancano i ricordi dei culti pagani ad esempio fanum

Nomi particolari hanno le porte, le mura, i canali, le fognature, le terme, le torri,le fontane, ponti, , crocicchi, forca, Civita, Civitella, Villa.

Strada dei pagani delle volte si riferisce a popolazioni straniere.

Borgo nel senso di località fortificata.

  • Toponomastica stradale e topografica

Le testimonianze di nomi locali ci tramandano le antiche distanze stradali e che sono di notevole ausilio per individuare la rete e il tracciato delle strade antiche unitamente ad altre indicazioni toponimiche di minore risalto, che alludono a deviazioni, incroci ecc. I nuclei di abitati si sono formati generalmente alla distanza di tre miglia o più (il miglio equivale a 1480 metri).

Tertius “terzo”, quartus “quarto”, quintus “quinto”.

Via Cupa (TA), Cupa (comune nel Lazio “strada incassata” o “luogo ombroso, oscuro”)

Quarto vicino al Comune di Gossolengo a sud di Piacenza da cui dista sei chilometri (1480 x 4)

  • Toponomastica e numeri magici

Oltre al tre il numero che appare con insistenza è il sette.

  • Toponomastica e mitologia

Nella toponomastica italiana non è difficile rintracciare spie di culti pagani, per cui tali ricerche risultano complementari per la storia delle religioni.

Tracce di Iuppiter/Iovis sono abbastanza frequenti: Montegiove (Sabbiano AR);

Ci sono anche derivati anche daMars –Martis; da Mercurius; i derivati di Minerva; è rappresentato anche Saturnus e Diana a Colle ‘a Jana (Verzino CZ) in aree in cui Diana assume il significato dell’antico italiano Jana e cioè strega.

  • Toponomastica e il culto delle piante

I toponimi ci indiziano anche culti di piante particolari (specie l’olmo e il tiglio), venerazione dell’olmo e del tiglio in molti casi, anche il faggio, il leccio, la quercia e altre piante officinali tra le tante la Verbena officinalis

  • Toponomastica e le leggende

Tra i nomi di luogo fa spesso capolino il folclore locale con una serie di superstizioni, di tradizioni e di personaggi leggendari, spesso immortalati proprio dalla toponimia.

  • Toponomastica e attività produttive

Forme di allevamento del passato, quali l’alpeggio e la transumanza, e i toponimi quali pecorareccia, porchereccia e caprareccia.

Collegata spesso alla pastorizia transumante è la pagliara (capanna per ricovero temporaneo);

[1] PELLEGRINI Giovan Battista, Toponomastica Italiana. 10000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, fiumi, monti spiegati nella loro origine e storia. Ulrico Hoepli Editore L.s. Trento 1990.

 

 

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