Memoria collettiva dei luoghi

L’obiettivo principale della nostra ricerca è di trovare le interrelazioni tra l’evoluzione del territorio e la storia dell’uomo, parte importante in questo ruolo la svolge la toponomastica, la lettura delle mappe e il ricordo che ne hanno le popolazioni locali.

“La toponomastica si occupa dei nomi di luogo, può pertanto essere considerata una scienza geografica poiché essa indaga vari aspetti di un oggetto geografico. Può interessare l’antropogeografia perché si occupa spesso di storia degli insediamenti umani un una determinata regione, può anche illustrare aspetti dell’economia, dell’agricoltura, della pastorizia, degli usi e costumi. La toponomastica inoltre può costituire un fondamento essenziale per la descrizione della colonizzazione e lo sviluppo dei nuclei umani. La toponomastica è utile nello studio della geografia botanica, delle attività produttive e degli edifici scomparsi .

Tra tutti i tipi di documenti, massimamente longevi sono i nomi propri di singoli luoghi – i cosiddetti toponimi – che si tramandano, talvolta corrotti o trasformati dall’uso, nel succedersi delle lingue e delle culture, su un dato territorio. Nell’avvicendarsi delle dominazioni, spesso i nuovi venuti adottano il nome dato al monte, al fiume, all’abitato dai primi occupati: dimenticano il significato del nome ma ne conservano il suono, che entra nel loro vocabolario a disegnare quel monte, quel fiume, quell’abitato. A loro volta impongono nomi nella propria lingua ad altre località o strade o villaggi che via via disegnano, lasciandovi così la propria riconoscibile impronta.”[2].

La base di lettura del territorio scelta è stato il Catasto Gregoriano (di Pio VII 1816, attivato da Gregorio XVI 1835), dato che è l’unico catasto che ci permette di individuare i toponimi tramite i libri matrice e di trovare la loro esatta posizione sulle mappe tramite il numero di particella. Tali mappe di corredo sono orientate verso Nord, la sua scala di riferimento 1:2.000, con i Centri urbani 1:1.000.Il sistema di rilevamento delle particelle è il metrico decimale e ha come unità di misura la tavola (1.000 metri quadrati) e il quadrato (10 tavole/ 1 ettaro). Le particelle catastali sono disegnate in mappa con il loro esatto perimetro e sono identificate da un numero progressivo descritto nel registro catastale.Le informazioni tratte da tale catasto ci hanno aiutato a ripercorrere l’assetto storico-toponomastico, l’uso del suolo e la distribuzione particellare della proprietà e l’individuazione di diversi sub-ambiti di specializzazione delle coltivazioni: Area dei seminativi (seminativo- seminativo vitato, seminativo olivato), Area a pascolo, Area bosco da frutto, Area bosco ceduo, Area canneto, Area prato naturale, Area vivaio, Area castagneto domestico e area Sterile.

Divisione tramite categorie

  • Agiotonomastica (nomi dei santi)

Toponomastica fondata sulla intitolazione delle chiese, cioè sui nomi, dei santi.

  • Antroponimia (nome proprio di persona)

Individuazione dei toponimi prediali o fondiari; essi  ci consentono di trarre sovente deduzione di ordine antropogeografico e storico circa il processo e l’intensità di romanizzazione ad esempio  –anus, ana.-

  • Fitotoponimi (nomi di pianta)

La presenza antica di piante frattanto scomparse nello studio del territorio se ne deduce un mutamento del paesaggio, delle coltivazioni ecc.ad esempio- acer “acero”, alllium “aglio”, cannabis “canapa”, fagus “faggio”, farnus a “farnia”, segale, scopa “erica scopina”

  • Idronimi ( nomi di corsi d’acqua) e Limnonimi (nomi di laghi)

Gli Idronimi hanno ricevuto un nome in epoca assai più antica degli oronimi. I nomi dei fiumi in Italia possono essere facilmente ascritti a strati linguistici antichissimi, ad esempio sara “fiume ruscello”.

  • Oronimi (nomi di monte)

I montanari cui spetta tale onomaturgia nutrivano un modesto interesse per visitare le località alpestri e si accontentano di denominare l’area montagnosa sino all’altezza dei pascoli. Per quanto riguarda le elevazioni montuose ad esempio si possono individuare serra, corona e cresta. Uno dei sistemi assai diffuso per attribuire ai monti ed alle loro particolarità delle designazioni che via via diventano ufficiali è costituito è costituito dal largo impiego di metafore. Esse possono essere suddivise in: antroponimiche, zoomorfiche e oggettuali o strumentali. Tra le prime ricordo Bocca, Bocchetta nel senso di valico stretto, campanile, mensa, pentola (depressione, dolina)

  • Zootoponimi (nomi di animali).

Nomi, che alludono a particolari pascoli di animali domestici che spesso sono caratterizzati da alcuni suffissi (ìle) e a specie di animali ora estinti.Si riscontrano toponimi zoonimici che si riferiscono a fatti accidentali occorsi in determinate località o a particolari leggendari o aneddotici di cui non conosciamo nulla di sicuro ad esempio La Buca del Gallo -canis “cane”, capra “capra” cervus “cervo”, lupus “lupo”, porcus “porco”

  • Toponomastica urbana

Del castello cittadino si hanno menzioni tanto nei derivati di Castrum, quanto di castellum. Nominati sono i mercati o fora. Nomi particolari hanno le porte, le mura, i canali, le fognature, le terme, le torri,le fontane, ponti, crocicchi, forca, Civita, Civitella, Villa.Strada dei pagani delle volte si riferisce a popolazioni straniere.Borgo nel senso di località fortificata.

  • Toponomastica stradale e topografica

Le testimonianze di nomi locali ci tramandano le antiche distanze stradali e che sono di notevole ausilio per individuare la rete e il tracciato delle strade antiche unitamente ad altre indicazioni toponimiche di minore risalto, che alludono a deviazioni, incroci ecc. I nuclei di abitati si sono formati generalmente alla distanza di tre miglia o più (il miglio equivale a 1480 metri).Tertius “terzo”, quartus “quarto”, quintus “quinto”.Via Cupa (TA), Cupa (comune nel Lazio “strada incassata” o “luogo ombroso, oscuro”)Quarto vicino al Comune di Gossolengo ecc,

  • Toponomastica e numeri magici

Oltre al tre il numero che appare con insistenza è il sette.

  • Toponomastica e mitologia

La nominazione ci permette di rintracciare spie di culti pagani, Tracce di Iuppiter/Iovis sono abbastanza frequenti: Montegiove ; ci sono anche derivati anche daMars –Martis; da Mercurius; i derivati di Minerva; è rappresentato anche Saturnus e Diana a Colle ‘a Jana  in aree in cui Diana assume il significato dell’antico italiano Jana e cioè strega.

  • Toponomastica e leggende

Nomi di luogo che ci permettono di individuare superstizioni, tradizioni e personaggi leggendari.

  • Toponomastica e attività produttive

Sotto questa categoria abbiamo fatto confluire le forme di allevamento del passato, quali l’alpeggio e la transumanza, e i toponimi quali pecorareccia, porchereccia, paglara.caprareccia ecc. ma anche attività produttive quali fornace molino ecc

 

[1] PELLEGRINI Giovan Battista, Toponomastica Italiana. 10000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, fiumi, monti spiegati nella loro origine e storia. Ulrico Hoepli Editore L.s. Trento 1990.

[2] Gian Luigi Beccaria I nomi del mondo. Santi demoni folletti e parole perdute Einaudi tascabile l.s. Trento 2000

 

 

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